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Malattia parodontale

Gengivite e parodontite nei bambini

Le malattie parodontali sono provocate da un processo patologico distruttivo che coinvolge i tessuti di sostegno del dente; si tratta della gengivite e della parodontite. La gengivite consiste in un’infiammazione delle gengive, un fenomeno relativamente comune e reversibile con l’eliminazione dei fattori responsabili. La gengivite produce solo un piccolo sanguinamento, gonfiore e arrossamento alla base della gengiva, la linea gengivale. La parodontite si aggiunge all’infiammazione delle gengive e consiste nella distruzione dei tessuti di sostegno del dente (il legamento alveolare) e nell’attacco alla struttura ossea.

Le malattie delle gengive

Le malattie delle gengive, o malattie parodontali, sono provocate dall’accumulo di placca batterica e favorite da ponti e dentiere datati o malfatti, dal tabagismo, dalla scarsa igiene orale e da alcune malattie sistemiche come l’anemia.La gengivite è un’infiammazione delle gengive, un fenomeno relativamente comune e reversibile con l’eliminazione dei fattori responsabili. Produce solo un piccolo sanguinamento, gonfiore e arrossamento alla base della gengiva. La parodontite invece si aggiunge all’infiammazione delle gengive e comporta la progressiva distruzione dei tessuti di sostegno del dente e della struttura ossea. I denti diventano sempre più mobili e infine cadono. A partire dal primo, pubblicato nel 2003, sempre più studi indicano che la malattia delle gengive non trattata favorisce l’ingresso di batteri patogeni nel flusso sanguigno. Aumenta così il rischio di sviluppare condizioni anche molto gravi: malattie cardiovascolari e renali, ictus, infarto, diabete. Le malattie parodontali si possono prevenire. E naturalmente, si possono curare.

Le gengive sane sono salde e resistenti, contornano i denti con precisione e sono di colore rosa pallido. I segni principali di una gengivite sono: gengive che sanguinano quando si lavano i denti o quando si passa il filo interdentale, gonfiore della gengiva sul bordo dei denti, arrossamento, sensibilità, aspetto lucido, prurito, alone rosso sulla parte della gengiva che contorna il dente, trasudazione delle gengive e/o del tessuto gengivale. La progressione delle malattie parodontali – da un’infiammazione media a un’infezione profonda delle gengive – manifesta spesso pochi sintomi fino a quando interviene nella mascella una perdita di tessuto osseo, in conseguenza della quale i denti si scalzano. Man mano che l’infezione progredisce, i tessuti scendono e si distaccano dalla superficie del dente, formando delle sacche piene di pus. E’ impossibile prevedere se un arrossamento o un rigonfiamento del tessuto, cioè una gengivite, evolverà in una parodontite.

Quando le gengive sanguinano e sono gonfie, senza però che vi siano danni irreversibili all’osso che sostiene i denti, si ha la gengivite. Nel piccolo solco che circonda il dente sono contenuti vari tipi di batteri che determinano la reazione infiammatoria. L’alito è sgradevole, anche se probabilmente nessuno avrà il coraggio di dirlo al paziente. Una buona igiene dal dentista e poi naturalmente a risolve il problema. Riottenendo così un colore normale rosa chiaro delle gengive, l’assenza di sanguinamento al contatto con lo spazzolino da denti, un alito fresco.

Quando invece non si interviene nel solco si può sviluppare una selezione sfavorevole di batteri che diventano così molto più aggressivi. Il solco gengivale si approfondisce e l’ osso che sostiene il dente si ritira. Si ha allora la parodontite. L’osso intorno al dente può riassorbirsi sia ritirandosi allungando così il dente colpito. Oppure la gengiva rimane al suo posto ma si approfondisce il solco intorno al dente, la tasca parodontale. Questa diventa ben più profonda dei 2mm massimi fisiologici e può arrivare fino all’apice del dente, causandone la mobilità e poi la sua espulsione. Il dentista che cura questa malattia si chiama parodontologo e dispone di una serie di possibili strumenti e tecniche chirurgiche per arrestare il decorso della malattia.

Gli studi dimostrano che la maggior parte delle persone non è in grado di attenersi a una scrupolosa igiene orale, né si reca dal dentista per un controllo periodico. Sono ancora troppo poche le persone che si lavano i denti almeno una volta al giorno e pochissime quelle che usano il filo interdentale, anche se le malattie parodontali cominciano quasi sempre tra i denti. Poiché non c’è mezzo di verificare quali sono i soggetti più a rischio, tutti dovrebbero essere incoraggiati a praticare la prevenzione per mezzo di una corretta igiene dei denti e della bocca per rimuovere la placca batterica, oltre naturalmente a recarsi dal dentista a intervalli regolari per l’indispensabile controllo periodico.

Il principale fattore scatenante delle malattie parodontali è rappresentato dall’accumulo di placca batterica dovuto a una scarsa o insufficiente igiene. I risultati di uno studio molto ampio indicano che la quantità di placca presente e l’età dei soggetti possono spiegare ben il 90% della variazione nella gravità della malattia. Infatti, più la quantità di placca presente è importante, più aumentano i rischi di irritare la gengiva; inoltre, con l’accumulo della placca si osserva un aumento graduale del contenuto di batteri sempre più distruttivi, che danno vita a una serie di tossine. Queste tossine finiscono per accumularsi provocando la formazione di sacche infette che contengono pus; ha allora luogo l’attacco ai tessuti della bocca e l’attivazione della risposta infiammatoria del corpo. L’infiammazione può provocare danni molto localizzati e comportare eventualmente la perdita di osso per demineralizzazione; inoltre, alcuni batteri producono sostanze volatili solforiche dall’odore particolarmente sgradevole, una delle tante cause dell’alito cattivo. È interessante notare che i nuovi studi suggeriscono che il batterio bacteriodes gingivalis, uno dei responsabili della gengivite, potrebbe essere collegato all’aterosclerosi (formazione di placche di grasso nei vasi venosi). Infine, anche se le malattie parodontali non sono provocate da un deficit nutrizionale, un apporto alimentare insufficiente può in effetti predisporre l’installazione di queste patologie o modificare la progressione di una patologia preesistente.

E’ indispensabile privilegiare innanzitutto un’igiene dentale e orale meticolosa, un apporto limitato di zuccheri per evitare la proliferazione dei microrganismi e lo sviluppo della placca batterica, e infine l’ingestione di alimenti consistenti che richiedono una masticazione energica. La masticazione di alimenti fibrosi contribuisce infatti alla diminuzione dell’apporto di saccarosio (zucchero) e produce allo stesso tempo un’attività muscolare che favorisce il mantenimento dei tessuti di sostegno.

E’ importante tener conto delle gengive arrossate o sanguinanti, perché sono questi i primi segni di una malattia parodontale. Anche farsi visitare regolarmente dal dentista è importante, ovviamente prima si manifestino i dolori. I getti di acqua e altri irrigatori sono d’aiuto per rimuovere i residui di cibo e per diluire i prodotti dei batteri, ma non sono in grado di rimuovere completamente la placca, anche se il loro uso può risultare particolarmente utile in presenza di ponti. Lavarsi i denti correttamente significa arrivare con lo spazzolino fino alla linea delle gengive, e metterci tutto il tempo che serve, circa tre minuti. Si tenga presente che lo zucchero raffinato può accelerare lo sviluppo della gengivite, tuttavia la limitazione dello zucchero non garantisce una protezione contro il suo sviluppo.

Cosa evitare

I batteri responsabili della parodontite non possono venire eliminati con una semplice pulizia dei denti: nel caso di presenza massiccia di placca, è richiesta una cura professionale associata all’igiene quotidiana scrupolosa, ma nel 15% dei casi questo tipo di trattamento è insufficiente e richiede terapie specializzate.

L’approccio contemporaneo consiste nell’identificare il batterio specifico per ridurne il numero, o nel farlo scomparire con una terapia antibiotica appropriata. Come per altre malattie, la chirurgia può rendersi necessaria per garantire un miglior accesso alle zone coinvolte, operazione che consiste nel ridurre l’espansione delle sacche infette riducendo così la proliferazione batterica. In questo tipo di piccola operazione si espone la superficie della radice del dente per pulirla rigorosamente, e dell’osso per il posizionamento di eventuali ancoraggi.

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